Umago

Sulla costa istriana, a pochi chilometri dal confine con la Slovenia, ho avuto il piacere di visitare una città molto particolare. Mi riferisco a Umago, o semplicemente Umag, che mi è stata consigliata da diversi miei amici negli anni scorsi.

Ovviamente, presentatasi l’occasione, non ho potuto rinunciarvi e ho deciso di andarla a visitare. Non appena la si osserva dà subito l’idea di una città sul mare, infatti da qualsiasi lato la raggiungerete potrete ammirarla stagliata su uno sfondo magnifico.

Il calore e l’accoglienza degli abitanti e dei lavoratori mi ha stupito moltissimo, sono veramente molto gentili e disponibili.

Dopo essermi gustato un caffè sul mare ho deciso di andare all’esplorazione ed è qui che il tutto mi è sembrato poco comune. Arrivando praticamente all’estremità della città si trova infatti un enorme hotel, con piscine, appartamenti, casinò e bar, tutti completamente deserti, abbandonati a se stessi e alla vegetazione. Ovviamente non me lo sarei mai aspettato anche perché pochi metri più avanti ha inizio il famoso molo che ha dato origine al porto di Umago.

Per il resto è una città molto umile, attraversando le vie si osservano i panni stesi tra le case, avendo modo di vivere un’atmosfera molto piacevole, questo va detto.

La piazza principale ospita, oltre a una serie di ristoranti, la cattedrale affiancata dal campanile. Edifici perfettamente conservati e arricchiti da una particolarità davvero insolita. Mi riferisco all’utilizzo di una serie di conchiglie, tridacne e altri prodotti del mare come componenti della chiesa stessa.

Un’altra cosa che mi ha lasciato piacevolmente stupito sono una serie di muri, principalmente realizzati in pietra, che recano al loro interno fessure molto strette e lunghe, che permettono di ammirare un piccolo scorcio di paesaggio.

Infine la ciliegina sulla torta sta tutta nella cucina. Sono infatti tantissimi i ristoranti a sbocco sul mare, praticamente tutti. Il pesce fresco la fa da padrone, e tra i classici branzini e orate, trovano anche spazio aragoste e astici dalle carni estremamente pregiate. Le lavorazioni, spesso aromatiche e leggermente piccanti, sono tutte tipiche istriane e meritano davvero tanto.

Dunque posso dire di essere rimasto stranamente colpito da questa piccola città, ricca di storia e cucina e dall’ambiente accogliente. Mi spiace davvero tanto aver dovuto assistere al completo abbandono di tutta la zona retrostante, davvero lasciata a se stessa, e che ovviamente, non può far altro che penalizzare l’affluenza turistica.

Tu ci eri già stato? Se si, cosa ti è piaciuto di più? Fammelo sapere qui sotto, mi raccomando.

8 thoughts on “Umago

  1. ..a pochi Km. dall’Ungheria, non si può leggere, dai!
    😛
    La Croazia, l’Istria per meglio dire ed il Quarnero e la Dalmazia sono conosciute da secoli a tutti; venete (S. Marco) nel midollo… Marco Polo visse a Kurzola (Corcula) e poi… le isole… Ragusa (Dubrovnik)… bla bla bla…
    L’unica risorsa in Croazia oggi è il turismo e forse qualche spicciolo che la “nuova tetta” Evropa dà o darà (il referendum qui avrebbe detto “no!”, ma… )
    Impossibile restaurare se non alla buona… e per qualche fortunato privato (lo si faceva sempre qui, Tito o non Tito) va meglio…. Vai a Brioni e Pola (altro che Umago il mare…. “3 a zero”) e vedrai “la fine” della gloriosa isoletta, animali impagliati e morti di fame inclusi…
    “Divna Hrvatska”!

  2. ottima recensione di un posto che conosco e “sento” più o meno come tu l’hai descritto. Non posso non essere d’accordo con te nello stigmatizzare il degrado della zona circostante. Una piccola perla a tratti abbandonata a se stessa.