Le origini fotografiche

Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia all’avanguardia è considerata standard. In particolare, in ambito fotografico, essendo abituati con i moderni smartphone, quasi in grado di sostituire interamente una macchina fotografica, è difficile immaginare un mondo privo di tutto questo. 

La storia della fotografia comprende una serie di esperimenti e vicende volti a trovare un metodo o uno strumento in grado di cogliere il mondo circostante esattamente come esso si presentasse.  Da subito si comprese che lo studio e l’utilizzo della luce avrebbe portato grandi risultati. Inizialmente, soprattutto in ambito artistico, veniva utilizzato uno strumento noto come camera oscura.

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Lo stesso Canaletto, ad esempio, ne faceva largamente uso per tracciare il disegno preparatorio utilizzato come base per la realizzazione delle sue tele. Proseguendo gli studi, questa camera venne impiegata al fine di sfruttare la luce catturata per impressionare una lastra fotografica appositamente disposta. La prima fotografia mai realizzata fu scattata da Joseph Nièpce, e risale al 1826.

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Immediatamente il mondo subì una svolta decisiva. In poche settimane la nuova scoperta si diffuse dovunque. Da lì presero vita una serie di reparti di ricerca volti al miglioramento dei risultati ottenibili. Menti straordinarie come Lippmann, Maxwell e altri fisici e scienziati lavorarono a composti chimici che permettessero la sintesi additiva dei colori.

Tuttavia, la vera rivoluzione fotografica dovette attendere fin al 1973. Un giorno infatti, dopo aver tenuto una breve riunione con il suo superiore, un ricercatore della Kodak, tale Steven Sasson, ebbe un’idea geniale. Decise di cominciare immediatamente a lavorare a un primo prototipo di macchina fotografica che fosse in grado di acquisire un’informazione non cartacea o su pellicola. Dopo alcuni mesi di lavoro riuscì finalmente a realizzare il primo corpo macchina completamente digitale. Disponeva di soli 0,1 megapixel, e per scattare la prima foto impiegò ben 23 secondi. Da quel momento la fotografia non sarebbe più stata la stessa.

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La scoperta venne subito applicata a livello industriale. Pochi mesi dopo la produzione era ormai avviata, la tecnologia fotografica era ormai uno strumento disponibile a un’ampia fascia di popolazione. Negli anni a venire la ricerca non si fermò, bensì si adoperò maggiormente per poter rendere questo sogno per pochi privilegiati, un prodotto concreto alla portata di chiunque.

Sin dalla sua nascita la fotografia ha rivoluzionato il nostro mondo. Basti pensare alla sua sconvolgente utilità in quanto mezzo di comunicazione universalmente comprensibile, alla miriade di informazioni ottenibili dagli scatti finalizzati a studio e oggi alla sua fondamentale funzione all’intero di social media e in generale del grande motore di internet.

Nel prossimo articolo proseguiremo questo discorso, andando però a focalizzarci sull’applicazione fotografica nei vari ambiti della vita comune, non perderlo!

6 thoughts on “Le origini fotografiche

  1. Bello. Il problema di creare un archivio fotografico è problema annoso e apparentemente spaventevole. Tra 50 I formati utilizzati saranno leggibili? Parrebbe di no. Ma se si costituisce un database fatto di codice globale queste saranno per sempre inglobare nel codice. Vale a dire che come è possibile de compilare qualsiasi programma sarà sempre possibile avere una piattaforma che interpreti anche formati antichi. Il supporto è il grosso problema. Gli HD fino ad ora sono affidabili per cinque anni considerando che non esistono informazioni affidabili se non si prevede e si riscontrano errori. Questo è un limite ed una certezza anche in campo sperimentale.

    1. Mi fa piacere che siano argomenti trattati anche nei corsi, sono nozioni non fondamentali per la composizione fotografica, però secondo me cambiano il modo di intendere la fotografia.