Composizione fotografica

Dopo aver affrontato il tema della comunicazione, trattato nell’articolo precedente (Clicca qui per leggerlo subito), è ora tempo di analizzare la composizione fotografica. prima di parlare dell’argomento, mi piace però ricordare una famosa citazione di Henri-Cartier Bresson che dice:

Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore.

Comprendendo le sue parole si riesce a capire la fotografia in toto, in profondità, non fermandosi all’apparenza di un’immagine.

Per quanto riguarda la composizione effettiva dello scatto dobbiamo, prima di tutto, Prendere in considerazione il formato. Oggi ne sono disponibili numerosi e dalle caratteristiche differenti, in base agli obiettivi che vogliamo perseguire. A partire da quello 1:1 (stile Instagram/Moda), al 4:3 (vecchi televisori), fino ad arrivare al 3:2 formato standard, maggiormente sfruttabile verticalmente, e infine, il panoramico.

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Disponi i soggetti all’interno dell’inquadratura scelta, crea interazione tra gli elementi e i margini, cercando di cogliere le distanze e la profondità. Ricorda, l’obiettivo è quello di far muovere l’occhio dell’osservatore attraverso lo scatto per fargli scoprire ciò a cui noi diamo maggiore importanza. Utilizza linee presenti nel paesaggio come fossero vettori, l’occhio li seguirà! Tutte queste tecniche sono perfette soprattutto per quanto riguarda la fotografia paesaggistica e architettonica.

 

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Se il tuo obiettivo è quello di dare maggiore evidenza a un personaggio o a un elemento, fotografandolo sullo stesso piano del paesaggio di sfondo contribuirai a levargli importanza, non riuscirà ad emergere opportunamente. Sfrutta gli angoli, scatta dal basso, l’inquadratura renderà molto più evidente il soggetto e, anzi, ne verrà anche esaltato.

Se invece realizzi foto paesaggistiche il tuo soggetto sarà rappresentato da tutto ciò che apparirà nell’inquadratura, a meno che non decida di isolare un particolare, che, in tal caso, emergerà principalmente come soggetto.

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Ansel Adams

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Sfrutta le luci e le ombre, stanno alla base di una buona riuscita o meno, devono essere bilanciate, come si compensassero, come abbiamo già visto nell’articolo dedicato. Sfrutta le ore migliori per uscire, quelle più indicate sono: l’alba, il tramonto e l’ora blu. Quest’ultima non è altro che la mezz’ora prima e dopo il rispettivo sorgere e tramontare del sole, è così chiamata a causa dei tipici pigmenti blu e azzurro intenso che vanno a dipingere il cielo e tutto ciò che irraggiano. Evita pertanto, se possibile, gli orari di metà giornata e del primo pomeriggio in cui i raggi solari, troppo carichi, provocano ombre secche e dure.

 

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Duomo di Pavia
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Berlino, Germania

Utilizza la griglia e cerca di disporre gli elementi di importanza lungo le righe della stessa o nei 4 punti di incontro. È scientificamente dimostrato che osservando una fotografia, l’attenzione si soffermi maggiormente sulle righe e sui punti d’incontro prima citati. Sfrutta poi la regola dei terzi, destinando i 2/3 dell’inquadratura al paesaggio e il resto al cielo o viceversa, in base alle condizioni in cui ti troverai, valorizzando ciò che crederai più meritevole. La stessa cosa sarà poi applicabile per la ritrattistica.

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Prova a sfruttare alcune, se non tutte queste dritte, vedrai che otterrai risultati assai sorprendenti.

Come detto all’inizio però, ricorda che la fotografia è anche e soprattutto una questione di cuore, certe volte va oltre la mente e tutti i ragionamenti che possiamo fare.

13 thoughts on “Composizione fotografica

  1. Anni fa lessi una interessantissima guida di fotografia pubblicata da National Geographic che tuttora conservo e rileggo di tanto in tanto. E’ stata una scoperta capire le tecniche fotografiche (che sono un po’ quelle che hai ben descritto nel post) e mi sono reso presto conto di quanto complessa sia quest’arte. Purtroppo il passaggio dalle grandi reflex (magari a pellicola) al digitale dei telefonini è stato, a mio parere, deleterio. Oggi tutti pensano di essere artisti (molti lo sono per davvero) e pubblicano miliardi di foto sui social, togliendo la magia e l’eslcusività di quell’arte che si chiama fotografia.

    1. Ciò che hai scritto nell’ultima parte del tuo commento è, a mio parere, una grande verità. Purtroppo la continua pubblicazione di foto sui social non fa altro che togliere valore ai nostri scatti e magari va anche a rendere vano un ottimo risultato perché immerso in un marasma di altre foto di minore importanza. Per quel che mi riguarda però, la fotografia è e resterà sempre su carta, solo in questo modo la si può cogliere valorizzandola.

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