Comunicare con le immagini

Spesso si pensa che per realizzare grandi scatti basti essere in grado di gestire impeccabilmente la tecnica, non ponendo alcun riguardo nei confronti di tutto il resto. Se da un lato è vero che conoscendo approfonditamente tutti i parametri necessari per la gestione dell’immagine possiamo ottenere scatti migliori, dall’altra è necessario essere in grado di cogliere ciò che vogliamo trasmettere. Spesso questa parte viene completamente evitata, ritenuta di secondaria importanza, ma in realtà e ciò che determina la differenza tra una semplice immagine e una foto in grado di comunicare.

Ciò significa che il risultato ottenuto dovrà essere in grado di trasmettere il nostro messaggio, la sensazione che viviamo nel momento dello scatto. Questa cosa non è poi così semplice però, ma ci sono alcune linee guida che possono aiutarci a svolgere al meglio questo passaggio.

            Il colore

Deve esserci equilibrio tra le masse di colore che andiamo ad inserire nell’inquadratura. I colori complementari vanno utilizzati al fine di poter ottenere immagini equilibrate, che appaiano piacevoli alla vista. Inserendo elementi dotati di colori come il giallo o il rosso possiamo concentrare l’attenzione su un elemento specifico, l’occhio dell’osservatore cadrà sicuramente lì, ne verrà immediatamente catturato.

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Steve McCurry

            La luce

Anche in questo caso si gioca tutto sull’equilibrio di luci e ombre, non devono mai prevalere le une sulle altre. possiamo giocare solamente con i disegni creati dal passaggio attraverso un altro mezzo, oppure, anche in questo caso, dare importanza solamente a ciò che vogliamo.

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          Disposizione

Questo è ciò che in realtà ci permette di far viaggiare per il nostro scatto gli osservatori. Possiamo inserire vettori, linee guida, l’occhio umano le seguirà immediatamente. Possiamo giocare col dinamismo, far partire l’osservatore da un punto, un dettaglio, e farlo arrivare a tutt’altro luogo. La mente umana analizza un immagine partendo dal centro, poi si sposta a sinistra, dunque a destra e conclude il suo percorso andando in alto e poi in basso. Nella foto mostrata qua sotto, è chiaro come l’autore, Willy Ronis, abbia intenzionalmente scattato al fine di far partire l’osservatore a guardare le due figure sulla sinistra, seguendo poi la ringhiera, giungendo a destra, e infine inserendo gli edifici storici di Parigi sullo sfondo. In questo modo gli occhi e la mente sono stimolati a compiere un percorso, un sentiero.

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Willy Ronis

Ovviamente queste sono tutte indicazioni di massima, non significa che tutte le grandi foto debbano per forza seguire queste regole, ma rappresentano le basi necessarie dalle quali si può poi evolvere verso il proprio concetto fotografico.  Molti professionisti, dopo un periodo di studio e apprendimento delle regole base, decidono di deviare verso una tipologia di composizione meno tecnica e convenzionale. Come in ogni cosa però, specialmente in ambito artistico, per poter essere superata, è necessario che tutta la tecnica precedente venga assodata pienamente, solo allora è possibile cambiarne gli schemi e farne qualcosa di totalmente nuovo.

20 thoughts on “Comunicare con le immagini

  1. Bellissimo questo post, l’ho letto tutto d’un fiato! Sono perfettamente d’accordo e nel mio piccolo, nell’assemblare un piatto e poi fotografarlo cerco sempre di far arrivare un pensiero, una sensazione, un ricordo, nel modo di posizionare il cibo, nel colore, nella luce. Grazie ! Mi servirà molto per il futuro!

  2. Belle queste pillole di …technè fotografica. Come riassunto meravigliosamente da un’altra grande fotografa, Margaret Cameron, “…la creatività, come la stessa vita umana, comincia nell’oscurità” e in fondo quello che tu mostri è quanto sia difficile trasferire, con una tecnica senza arte, il proprio mondo interiore. Grazie Riccardo.

  3. Ti ringrazio per la visita e complimenti per il blog e i consigli….amo la fotografia per le emozioni che sa dare. Ci vogliono sicuramente sensibilità, tecnica e a volte anche un pò di fortuna nel riuscire catturare un momento, un colore, un gioco di luci. Molto bello.

  4. Molto bello. Queste cose bisognerebbe spiegarle nelle scuole, siamo sommersi da un’alluvione di immagini insignificanti, la faciloneria della nostra epoca ci fa pensare di essere tutti grandi fotografi, e il risultato è che la stragrande maggioranza delle persone non riesce più ad apprezzare e a leggere, e neppure a riconoscere, le immagini veramente belle e ricche. E’ un problema serio.

  5. Non sono mai stata brava a fare fotografie, ma amo molto l’arte, in cui fotografia e cinema rientrano a pieno titolo. Bello questo post perché fornisce una sintesi di alcuni elementi base, ricordando che, comunque, non si può ridurre un’immagine a una serie di azioni tecniche.

    1. esattamente ciò che volevo trasmettere, la tecnica certamente è importante, ma alla fine quel che conta è ciò che ci arriva, la sensazione che qualcosa ci trasmette!

  6. Comincio a seguire il tuo Blog (per alcuni aspetti perfetto), in quanto anch’io fotografo per diletto sin dai tempi della pellicola ! Concordo su quanto dici in questo Post e sottolineo l’importanza di trasmettere emozioni. E’ di questi giorni aver ripreso in mano dei vecchi scatti (Pellicola B/N: https://en.wikipedia.org/wiki/Kodak_Tri-X) che ho pubblicato sul mio Blog privato (La mia scelta di sempre è comunque stata il ritratto anche se negli ultimi anni, per molti motivi, ho sospeso la fotografia).
    Se vuoi darci un’occhiata mandami l’invito.
    Ciao.
    Stefano.